La norma taglia-idonei torna al centro dell’attenzione! Il TAR Lazio ha infatti rimesso alla Corte costituzionale una questione di legittimità relativa alle norme che limitano il numero degli idonei inseribili nelle graduatorie dei concorsi pubblici. Al centro della vicenda c’è, in particolare, la disciplina transitoria che ha previsto una deroga al limite del 20% per alcune graduatorie e procedure concorsuali, lasciandone fuori altre.
La questione è ora nelle mani della Consulta, che dovrà stabilire se le disposizioni contestate siano compatibili con i principi costituzionali richiamati dal giudice amministrativo.
Taglia-idonei: cos’è e cosa prevede?
La disciplina del taglia-idonei è stata introdotta per limitare il numero di candidati idonei che possono essere inseriti nelle graduatorie dei concorsi pubblici oltre ai vincitori.
La normativa, come sappiamo, stabilisce che gli idonei non vincitori possano essere inseriti entro il limite del 20% dei posti messi a concorso.
Nel 2025 il legislatore è intervenuto sulla disciplina introducendo una deroga a questo limite. Il Decreto PA 2025 ha infatti previsto una deroga al limite del 20% per le graduatorie dei concorsi approvate negli anni 2024 e 2025 e per le graduatorie relative ai concorsi i cui bandi sono stati pubblicati nel 2025. La deroga, però, non comprende le graduatorie approvate nel 2026 relative a concorsi banditi nel 2024.
La deroga non è quindi generale e proprio questa delimitazione temporale è alla base della questione sottoposta al giudizio della Corte costituzionale.
Perché il TAR Lazio ha coinvolto la Corte costituzionale?
La questione è nata nell’ambito di un giudizio relativo al concorso RIPAM Difesa 2024, con riferimento al profilo di Assistente tecnico FT55.
Il concorso prevedeva diversi profili professionali e, quindi, differenti graduatorie. Il problema evidenziato dal TAR riguarda la possibilità che queste graduatorie vengano approvate in momenti diversi e, di conseguenza, siano sottoposte a discipline differenti rispetto al limite del 20%. In particolare, una graduatoria approvata entro il 2025 può beneficiare della deroga, mentre una graduatoria dello stesso concorso approvata nel 2026 può essere invece soggetta nuovamente al limite del 20%.
In questo modo, candidati che hanno partecipato alla stessa procedura concorsuale possono trovarsi in una situazione diversa a seconda dell’anno in cui viene approvata la graduatoria relativa al proprio profilo.
È proprio questo dettaglio ad aver portato il TAR a sollevare la questione di legittimità costituzionale, richiamando in particolare gli articoli 3 e 97 della Costituzione.
La decisione relativa al giudizio sul concorso RIPAM Difesa rappresenta quindi il punto di partenza della questione, che riguarda però la disciplina generale del taglia-idonei.
Il problema della data di approvazione della graduatoria
Uno dei nodi centrali riguarda la data di approvazione della graduatoria.
Il momento in cui una graduatoria viene approvata non dipende infatti dai candidati. Tuttavia, proprio questa circostanza può determinare l’applicazione di regole diverse.
Nel caso di una procedura articolata in più profili, può accadere che una graduatoria venga approvata in un anno nel quale opera la deroga e un’altra in un momento successivo, quando invece torna ad applicarsi il limite del 20%.
Il TAR ha quindi posto l’attenzione sulla possibile irragionevolezza di una disciplina che può produrre un diverso trattamento tra candidati che hanno partecipato alla medesima procedura, sulla base di un elemento temporale non dipendente dalla loro volontà.
Cosa dovrà valutare la Consulta?
Ora sarà la Corte costituzionale a dover valutare la questione sollevata dal TAR Lazio.
In particolare, dovrà essere verificata la compatibilità con la Costituzione della disciplina che ha circoscritto la deroga al limite del 20% a determinate graduatorie e procedure, lasciando fuori quelle che non rientrano nei limiti temporali previsti dalla legge.
Il dubbio riguarda, in particolare, la possibile disparità di trattamento e la ragionevolezza della scelta legislativa, alla luce degli articoli 3 e 97 della Costituzione.
Cosa può cambiare per gli idonei?
Per gli idonei dei concorsi pubblici, l’esito del giudizio potrebbe essere importante perché potrebbe incidere sulla disciplina applicabile alle graduatorie oggi soggette al limite del 20%.
Nel frattempo, i giudici amministrativi si stanno muovendo per tutelare i ricorrenti: il TAR Lazio ha infatti concesso una misura cautelare, disponendo l’inserimento con riserva dei ricorrenti in graduatoria. Questo serve a proteggere la loro “chance assunzionale” ed evitare che rimangano esclusi da eventuali scorrimenti o nuovi concorsi nelle more della decisione.
Al momento, però, il taglia-idonei resta formalmente in vigore e il rinvio alla Corte costituzionale non comporta automaticamente la cancellazione del limite per la generalità dei casi.
Taglia-idonei, cosa succede adesso?
La questione sollevata dal TAR Lazio apre quindi un nuovo capitolo nella vicenda del taglia-idonei.
Il giudizio nasce dal caso concreto del concorso RIPAM Difesa 2024, ma il dubbio riguarda una disciplina che interessa più in generale le graduatorie dei concorsi pubblici.
Ora spetta alla Corte costituzionale stabilire se le differenze introdotte dalla normativa siano compatibili con i principi di uguaglianza, ragionevolezza e buon andamento della Pubblica Amministrazione.
Per gli idonei, quindi, la situazione resta in attesa di un chiarimento: non ci sono ancora effetti automatici su scala nazionale, ma la pronuncia della Consulta potrebbe essere decisiva per definire il futuro della disciplina del taglia-idonei.
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