Negli ultimi anni, le competenze informatiche e linguistiche sono diventate fondamentali nella maggior parte delle selezioni pubbliche. Oggi, infatti, inglese e informatica vengono quasi sempre verificati durante le prove concorsuali, soprattutto nelle prove orali o pratiche. Discorso diverso, invece, per le certificazioni informatiche e linguistiche. Alcuni bandi le prevedono come requisito o titolo valutabile, mentre altri non le considerano affatto. Per questo motivo è sempre fondamentale leggere attentamente il bando prima di conseguire una certificazione.
Ma quindi, le certificazioni servono davvero? E quanto possono incidere in graduatoria? Leggi il nostro approfondimento per capire quando convengono realmente e quali sono le più richieste nei concorsi pubblici.
Certificazioni informatiche e linguistiche: perché sono sempre più diffuse?
Negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione ha attraversato un importante processo di digitalizzazione. Oggi gran parte delle attività lavorative viene svolta tramite piattaforme digitali, software gestionali, strumenti online e sistemi informatici sempre più avanzati.
Per questo motivo, le competenze digitali sono ormai considerate essenziali in moltissimi profili professionali, anche nei ruoli amministrativi più tradizionali. Lo stesso vale per la conoscenza della lingua inglese, richiesta sempre più frequentemente soprattutto nei concorsi ministeriali, universitari e negli enti che operano a livello internazionale.
Tuttavia, è importante fare una distinzione: una cosa è la verifica delle competenze durante le prove concorsuali, un’altra è il possesso di specifiche certificazioni.
Infatti, mentre informatica e inglese vengono quasi sempre accertati durante il concorso, le certificazioni rappresentano un elemento aggiuntivo previsto soltanto in alcuni bandi.
Quando le certificazioni fanno davvero punteggio?
Uno degli aspetti che interessa maggiormente i candidati riguarda il punteggio attribuito alle certificazioni.
In molti concorsi pubblici, infatti, i titoli aggiuntivi possono contribuire alla formazione della graduatoria finale. Le certificazioni informatiche e linguistiche vengono spesso inserite tra i titoli valutabili, consentendo di ottenere punteggi extra.
Nella maggior parte dei casi si tratta di punteggi contenuti:
- 0,25 punti;
- 0,50 punti;
- 1 punto;
- punteggi variabili stabiliti dal bando.
Anche pochi decimi, però, possono fare la differenza in graduatorie particolarmente competitive. Nei concorsi con migliaia di candidati, infatti, basta spesso una minima differenza di punteggio per superare altri concorrenti.
È importante ricordare, però, che le certificazioni non sostituiscono la preparazione. Un attestato può migliorare il punteggio finale, ma non può compensare una preparazione insufficiente alle prove scritte o orali.
Certificazioni informatiche: quali sono le più richieste nei concorsi?
Tra le certificazioni più diffuse nei concorsi pubblici troviamo quelle informatiche. Oggi la conoscenza degli strumenti digitali è richiesta praticamente in ogni settore della PA.
Tra le certificazioni informatiche più frequentemente valutate nei concorsi pubblici troviamo:
- EIPASS;
- ICDL (ex ECDL);
- Pekit;
- Certificazioni di alfabetizzazione digitale.
Negli ultimi anni ha assunto particolare importanza anche la Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD), diventata centrale in diverse graduatorie e selezioni pubbliche.
Le certificazioni informatiche risultano particolarmente utili nei concorsi per:
- Istruttori amministrativi;
- Funzionari;
- Personale ATA;
- Enti locali;
- Segreterie amministrative;
- Profili tecnici e amministrativi.
Naturalmente non tutti i bandi attribuiscono lo stesso valore alle certificazioni. Alcuni riconoscono punteggi differenti in base al livello o all’ente certificatore.
Certificazioni linguistiche: quali sono le più riconosciute?
Anche le certificazioni linguistiche sono sempre più presenti nei concorsi pubblici, soprattutto per quanto riguarda la lingua inglese.
Molti bandi prevedono punteggi aggiuntivi per i candidati in possesso di certificazioni riconosciute a livello internazionale. In genere, il valore attribuito aumenta in base al livello QCER posseduto:
- B1;
- B2;
- C1;
- C2.
Tra le certificazioni più conosciute troviamo:
- Cambridge;
- IELTS;
- TOEFL;
- Trinity;
- LanguageCert.
Le certificazioni linguistiche risultano particolarmente apprezzate nei concorsi:
- Ministeriali;
- Universitari;
- Scolastici;
- Europei;
- Diplomatici;
- Legati alle relazioni internazionali.
Anche in questo caso, però, è fondamentale controllare sempre il bando, poiché non tutte le certificazioni vengono riconosciute allo stesso modo.
Attenzione ai bandi: le certificazioni non sono sempre richieste
Uno degli errori più comuni consiste nel conseguire certificazioni senza verificare se siano realmente richieste o valutate nel concorso di interesse. In molti casi, infatti, le certificazioni informatiche e linguistiche non sono obbligatorie e potrebbero non attribuire alcun punteggio aggiuntivo.
È quindi importante chiarire un aspetto fondamentale: nella maggior parte dei concorsi pubblici vengono richieste le competenze informatiche e linguistiche, spesso accertate durante le prove orali o pratiche, ma non necessariamente specifiche certificazioni.
Ogni bando può infatti:
- riconoscere soltanto determinati enti certificatori;
- attribuire punteggi differenti;
- escludere alcune certificazioni;
- non prevedere alcuna valutazione dei titoli;
- richiedere requisiti specifici.
Conviene davvero ottenere certificazioni informatiche e linguistiche?
Non esiste una risposta uguale per tutti i concorsi. In generale, le certificazioni informatiche e linguistiche possono essere utili per arricchire il curriculum e, in alcuni casi, ottenere punteggi aggiuntivi in graduatoria. Tuttavia, non sono sempre richieste né necessariamente determinanti.
Oltre all’aspetto concorsuale, permettono anche di acquisire competenze pratiche sempre più richieste nel mondo del lavoro. Oggi, infatti, la conoscenza dell’informatica e della lingua inglese rappresenta un requisito fondamentale sia nel settore pubblico sia in quello privato.
Questo, però, non significa che sia utile accumulare certificazioni senza un obiettivo preciso. La scelta migliore è puntare su attestati realmente riconosciuti e coerenti con il percorso professionale o con i concorsi che si intendono affrontare.
Resta comunque fondamentale ricordare che le certificazioni non sostituiscono la preparazione. Lo studio e l’allenamento alle prove concorsuali restano gli elementi più importanti per superare un concorso pubblico.
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