Esame Avvocato 2026: approvata la riforma, ecco come cambia l’abilitazione forense

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    Esame Avvocato 2026, approvata la riforma

    Novità importanti per chi intende accedere alla professione forense. Con il nuovo intervento normativo, viene modificata l’organizzazione dell’Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, che torna a una struttura più articolata rispetto al modello adottato nelle ultime sessioni. La riforma ridefinisce il percorso di accesso alla professione, introducendo una disciplina destinata a sostituire il modello transitorio adottato negli ultimi anni. L’obiettivo del nuovo Esame Avvocato 2026 è quello di rafforzare la valutazione delle competenze giuridiche dei candidati e rendere più strutturato il sistema di abilitazione.

    Vediamo nel dettaglio tutte le novità.

    Perché cambia l’Esame Avvocato 2026?

    La riforma dell’Esame Avvocato 2026 si inserisce nel processo di revisione del sistema di accesso alla professione forense. Con il Decreto-Legge 12 giugno 2026, n. 100 (noto come Decreto Giustizia), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 134, viene infatti superato il regime transitorio che aveva caratterizzato le più recenti sessioni d’esame, con l’obiettivo di stabilizzare definitivamente le modalità di svolgimento della prova.

    Il nuovo impianto normativo mira a definire una struttura più organica dell’esame, in grado di valutare non solo la preparazione teorica, ma anche la capacità applicativa del diritto e il ragionamento giuridico.

    La riforma punta quindi a valorizzare le competenze professionali richieste nella concreta attività dell’avvocato, con particolare attenzione alla redazione degli atti e all’analisi delle questioni giuridiche.

    Come sarà strutturato il nuovo Esame Avvocato 2026?

    La principale novità introdotta riguarda la struttura complessiva della prova. Il nuovo Esame Avvocato 2026 sarà articolato in:

    • due prove scritte;
    • una prova orale;
    • un’unica sessione annuale.

    Si tratta di un modello intermedio tra il sistema semplificato degli ultimi anni e il precedente esame tradizionale, che prevedeva una maggiore articolazione delle prove scritte.

    L’impostazione scelta dal legislatore conferma il ritorno delle prove scritte come elemento centrale della selezione, con l’obiettivo di verificare in modo più approfondito le competenze dei candidati.

    a) Le prove scritte

    Le prove scritte si svolgeranno in presenza e, secondo le prime ricostruzioni della riforma, potrebbero essere svolte mediante l’utilizzo di strumenti informatici per la videoscrittura degli elaborati.

    Le prove saranno finalizzate alla verifica delle competenze giuridiche e della capacità di applicare le norme a casi concreti.

    I candidati dovranno affrontare due elaborati distinti:

    1. Parere motivato

    La prima prova scritta consiste nella redazione di un parere motivato su una questione giuridica. Il candidato dovrà analizzare la traccia proposta, individuare le norme applicabili e sviluppare una soluzione giuridicamente argomentata. Per lo svolgimento della prova sarà possibile scegliere una delle seguenti materie:

    • Diritto civile;
    • Diritto penale;
    • Diritto amministrativo.

    2. Atto giudiziario

    La seconda prova scritta consiste nella redazione di un atto giudiziario. L’elaborato richiede la predisposizione di un atto processuale coerente con la traccia assegnata, secondo le regole proprie della materia scelta. Anche in questo caso il candidato potrà scegliere tra:

    • Diritto civile;
    • Diritto penale;
    • Diritto amministrativo.

    Le tracce saranno predisposte dal Ministero della Giustizia e lo svolgimento avverrà nel rispetto delle modalità previste dalla disciplina vigente, con utilizzo dei codici consentiti e nei limiti stabiliti.

    b) La prova orale

    I candidati che superano le prove scritte accedono alla prova orale, ultima fase dell’Esame Avvocato 2026.

    Il colloquio è finalizzato all’accertamento della preparazione complessiva del candidato e delle competenze richieste per l’esercizio della professione forense.

    La prova orale prevede l’esame delle materie indicate dal programma e si articola nella soluzione di un caso pratico (un quesito pratico-applicativo), seguito da quesiti mirati di diritto sostanziale, processuale e ordinamento/deontologia forense.

    L’obiettivo della riforma è quello di valutare in modo più completo la preparazione del candidato, con particolare attenzione al ragionamento giuridico e alla capacità argomentativa.

    Quali codici si potranno utilizzare?

    Durante le prove scritte, sarà consentito l’utilizzo dei codici secondo le modalità previste dalla nuova disciplina.

    In base alle indicazioni attualmente disponibili, potranno essere consultati i codici annotati con la giurisprudenza, mentre resteranno esclusi manuali, formulari, schemi di atti e altri materiali di supporto. La consultazione sarà pertanto limitata ai testi ammessi dalla normativa e sottoposti alle verifiche previste dalla commissione esaminatrice.

    L’obiettivo è quello di accertare in modo più efficace la capacità del candidato di interpretare le norme, individuare le soluzioni giuridiche più appropriate e applicare correttamente i principi del diritto ai casi proposti.

    Cosa cambia rispetto alle precedenti sessioni?

    La riforma introduce un nuovo modello di Esame Avvocato rispetto alle più recenti sessioni di abilitazione. Le principali novità riguardano:

    • il ritorno delle prove scritte;
    • una nuova articolazione dell’esame;
    • il superamento del regime transitorio delle precedenti sessioni;
    • una struttura complessiva più stabile e definita.

    Il nuovo impianto mira a rafforzare la selezione e a rendere il percorso di abilitazione maggiormente coerente con le competenze richieste nella professione forense.

    Esame Avvocato 2026: le novità da conoscere

    La nuova disciplina dell’Esame Avvocato 2026 segna un cambiamento importante nel percorso di accesso alla professione forense, riportando al centro le prove scritte e la valutazione delle competenze pratiche e teoriche.

    I candidati dovranno quindi affrontare una preparazione più completa, che unisce studio teorico e capacità applicativa del diritto.

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