Per preparare un concorso è meglio fare quiz o studiare?

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    Fare quiz o studiare per un concorso pubblico?
    Fare quiz o studiare per un concorso pubblico? Scopri come alternare teoria ed esercitazione, analizzare gli errori e organizzare lo studio! Immagine: Designed by Magnific

    Apri il manuale, studi per un paio d’ore e pensi: forse dovrei fare qualche quiz.
    Poi inizi con i quiz, sbagli diverse domande e pensi: forse dovrei tornare a studiare.
    E alla fine ti ritrovi sempre con lo stesso dubbio: è meglio fare quiz o studiare?

    Questa è una domanda molto comune tra chi prepara un concorso pubblico, soprattutto quando non si sa bene quanto tempo dedicare alla teoria e quando iniziare a concentrarsi sulle esercitazioni. La verità è che non esiste una risposta valida per tutti. Teoria e quiz hanno funzioni diverse e il loro peso può cambiare in base al momento della preparazione, al tipo di prova e al livello di conoscenza degli argomenti.

    Per questo, più che scegliere tra libri e quiz, è importante capire quando approfondire la teoria, quando aumentare le esercitazioni e come utilizzare gli errori per capire cosa migliorare.

    All’inizio della preparazione è meglio studiare o fare quiz?

    Quando inizi a preparare un concorso, il primo obiettivo dovrebbe essere costruire una base solida sugli argomenti previsti dal programma.

    Se non conosci ancora una materia, passare subito a centinaia di domande rischia infatti di trasformare lo studio in un semplice esercizio di memoria. Potresti imparare che una determinata risposta è corretta senza aver davvero compreso il concetto a cui si riferisce.

    Per questo, nelle prime fasi, è importante partire dalla teoria: il manuale, le norme e il materiale di studio ti aiutano a comprendere gli argomenti, fissare le nozioni principali e creare collegamenti tra i diversi concetti.

    Questo diventa ancora più importante nelle materie articolate, dove la sola memorizzazione può non essere sufficiente. In un concorso, infatti, la domanda potrebbe essere formulata in modo diverso da quella che hai già incontrato e richiederti di applicare una conoscenza, non semplicemente di ricordare una risposta.

    Questo, però, non significa rimandare i quiz fino alla fine.

    I quiz servono quando non ti senti ancora pronto?

    Aspettare di aver terminato tutto il programma prima di affrontare il primo quiz può sembrare una buona strategia, ma rischia di farti scoprire troppo tardi quali sono le tue difficoltà.

    Puoi iniziare a utilizzare i quiz già durante lo studio, soprattutto dopo aver affrontato un determinato argomento.

    Facciamo un esempio: hai appena studiato il procedimento amministrativo? Prova qualche domanda su quello. Hai ripassato il pubblico impiego? Verifica subito cosa ricordi. In questo modo puoi capire quali concetti hai assimilato e quali, invece, hanno bisogno di essere ripresi.

    In questa fase non devi necessariamente puntare a ottenere un punteggio altissimo. Il quiz serve soprattutto come strumento di controllo: ti permette di verificare il livello della tua preparazione e di individuare gli argomenti su cui devi tornare a studiare.

    Ed è proprio qui che il dubbio fare quiz o studiare trova una prima risposta: non devi necessariamente scegliere tra le due attività, perché puoi utilizzarle entrambe, ma con obiettivi diversi.

    Lo studio serve a costruire le conoscenze. I quiz servono a verificare quanto le hai davvero assimilate.

    Cosa ti dicono davvero gli errori?

    Uno dei modi migliori per utilizzare i quiz è smettere di considerarli soltanto come un modo per misurare il punteggio.

    Un errore può dirti molto sulla tua preparazione, soprattutto se ti fermi a capire perché hai sbagliato. Potresti aver commesso un errore perché:

    • non conoscevi l’argomento;
    • ricordavi una regola, ma l’hai confusa con un’altra;
    • hai letto male la domanda;
    • hai risposto troppo velocemente;
    • sei caduto in una risposta molto simile a quella corretta;
    • conoscevi la teoria, ma non sei riuscito a richiamarla nel momento giusto.

    Non sono tutti lo stesso tipo di errore e, di conseguenza, non richiedono necessariamente la stessa soluzione.

    Se non conosci l’argomento, devi tornare alla teoria. Se lo conosci ma continui a confonderlo con un altro, può essere utile ripassare e mettere a confronto i due concetti. Se invece sbagli perché vai troppo veloce o non leggi con attenzione, devi lavorare maggiormente sulla gestione del tempo e sulla lettura dei quesiti.

    Anche per questo, chiedersi semplicemente fare quiz o studiare rischia di essere la domanda sbagliata. Dopo ogni esercitazione, infatti, è importante capire che cosa raccontano gli errori sulla tua preparazione.

    Fare tanti quiz significa essere preparati?

    Non necessariamente. Il numero di domande svolte è un dato utile, ma da solo dice poco sulla qualità della preparazione.

    Puoi aver risposto a migliaia di quiz e continuare a sbagliare sempre gli stessi argomenti. Oppure puoi ottenere un buon punteggio perché hai già incontrato molte volte le stesse domande e ne hai memorizzato la risposta.

    Il rischio è ancora più evidente quando il concorso prevede una banca dati ufficiale: esercitarsi sulle domande può portarti, progressivamente, a ricordare le risposte senza aver necessariamente consolidato la conoscenza della materia.

    Questo, però, non significa che allenarsi sulla banca dati sia inutile. Al contrario, può essere una parte importante della preparazione quando la prova prevede quesiti estratti proprio da quella banca dati.

    È però fondamentale capire che cosa stai allenando in quel momento: la conoscenza della materia, la capacità di ragionamento, la memoria delle risposte, la velocità o la capacità di gestire il tempo.

    E se continuo a studiare senza fare quiz?

    Anche il contrario può diventare un problema.

    Studiare per ore può dare la sensazione di conoscere bene una materia, ma finché non ti metti alla prova è difficile capire quanto quelle informazioni siano davvero consolidate.

    Il quiz serve proprio a fare questo: verificare cosa ricordi, individuare le difficoltà e capire su cosa vale la pena tornare a studiare.

    Come distribuire studio e quiz durante la preparazione?

    Non esiste una percentuale perfetta valida per ogni concorso. Il tempo da dedicare alle due attività può cambiare in base al momento della preparazione.

    Puoi però seguire una logica semplice:

    1. All’inizio: dai più spazio alla teoria e utilizza i quiz sugli argomenti che hai appena studiato.
    2. Durante la preparazione: aumenta gradualmente le esercitazioni e presta attenzione agli errori che si ripetono.
    3. Avvicinandoti alla prova: dedica più tempo alle simulazioni, soprattutto per allenarti a gestire quesiti e tempi a disposizione.

    Quindi: fare quiz o studiare?

    La risposta cambia a seconda di ciò che ti serve in quel momento.

    • Non conosci l’argomento? Studialo.
    • Lo hai studiato ma non lo ricordi bene? Ripassalo.
    • Lo conosci ma continui a sbagliare le domande? Cerca di capire dove sta la difficoltà.
    • Rispondi correttamente ma sei troppo lento? Allenati con i tempi.

    Ottieni buoni risultati? Continua a esercitarti anche su domande diverse, per verificare che la preparazione non dipenda soltanto dalla memoria dei quesiti già visti.

    In questo modo, teoria e quiz smettono di essere due alternative tra cui scegliere e diventano due strumenti diversi dello stesso percorso di preparazione.

    E forse è proprio questo il punto: non chiederti continuamente “devo studiare o fare quiz?”, ma “qual è la cosa che può aiutarmi di più in questo momento?”. Perché prepararsi bene non significa scegliere tra teoria e quiz, ma sapere quando è il momento di studiare e quando quello di mettersi alla prova.

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